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La prosa di Gianetico

La prosa di Gianetico

“Le bone lettere so’ nate da un bono naturale, e perché si de’ più laldare la cagion che l’effetto, più lalderai un bon naturale sanza lettere, che un bon litterato sanza naturale”
- da “Scritti Letterari , Frammenti per un autobiografia spirituale - Leonardo da Vinci -ed. Rusconi

Certo l’impulso di andare oltre il verso, o di allungarlo, di raccontare, mi riportarono dopo il ‘93 alla prosa, racconti e favole, il primo fu comico, cagione di ciò fu senza dubbio il non dover più attingere dalla sofferenza per scrivere, una musa ispiratrice diversa albergava in me, il baricentro della mia vita si era spostato verso di lei: la gioia. Il viaggio all’interno del sé inaugurato dall’aver incontrato un Maestro nella mia vita da allora ha implicato una osservazione diversa del dentro e del fuori, due ma non due. Non sentirsi separato dall’universo in quanto in me contenuto, non solo io parte di questo. Questa consapevolezza modifica l’osservare ed il sentire, di conseguenza il tradurre, il trascrivere.

Chiudo questa pagina citando ancora Foscolo che con la fusione delle sue quattro facoltà  mi ha spesso influenzato e stimolato:
“Queste quattro facoltà  di sentire fortemente, di osservare rapidamente, di immaginare nuovamente e di applicare esattamente, quando sono riunite, equilibrate, vigorosissime in uno stesso individuo ed operanti simultaneamente (…) con la spontaneità  con che opera la natura stessa, par costituiscano il Genio.”

riflesso