Prosa poetica, favole e racconti
“..il mio bisogno, tutto istintivo, di righe lunghe, poichè sentivo di aver molto da dire e di non dovermi fermare a una ragione musicale nei miei versi, ma soddisfarne altresì una logica. E c’ero riuscito, bene o male, in essi narravo.” - tratto da “Il mestiere di Poeta” in Lavorare stanca di Cesare Pavese - ed. Einaudi
“Facevo Cesare Pavese sulle colline” si potrebbe intitolare la foto ironica qui accanto (titolo di un mio racconto in gestazione), certo non necessita vestirsi come un suo personaggio per comprendere un paesaggio del mio poeta preferito insieme a Esenin (in epoca giovanile), leggendo “I mari del sud” ad una amica argentina, o per comprendere “da quelle colline che han fatto il mio corpo” la mia vita passata laggiù dietro il faro della Maddalena. Ne necessita per imparare a scrivere prosa. Un destinatario reale o imaginario fa di più. Forse l’attività di comunicatore etico, di creare webcontent, è stata avviata dal bisogno di un destinatario. Incontrare un lettore di un mio weblog è sempre vanità .
