dalla pittura plasmata..un hayku
Sulla mostra di pittura di Castello Giuseppe all’abbazia di Cavour.
Mesi or sono ho visitato la mostra dell’artista pinerolese Castello Giuseppe, dipinti e tecniche che mi hanno richiamato certa pittura di Klee ed anche del plasmatore di materia per eccellenza: Alberto Burri, non tanto del Sestante, quanto quello dei Grandi Neri, dei Cretti.
Della visita agli ex Seccatoi del tabacco a Città di Castello con Pier, accompagnati da una amica di Sansepolcro, conoscitrice di Burri, rammento l’oro su nero, il cellotex, il catrame, il ferro, la plastica, modellati da un disegno interiore del Maestro, ma soprattutto il quesito che mi sono posto ovvero se posso parlare il buio.
Paul Gauguin nel suo “Chiacchere di un imbrattatele” scrive: “Le arti plastiche non si lasciano capire con facilità; per farle parlare si deve interrogarle ad ogni momento interrogando se stessi”
Le opere di Giuseppe mi hanno parlato, fuori, sotto il portico, l’Abbazia e la rocca di Cavour parlavano fitto, silenziosamente, mentre io seguivo la traccia, il solco.. Qui, su quel punto, ho composto un hayku.














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